Genepì

(Artemisia genipi Weber )

Il genepì è una pianta perenne, fortemente aromatica, ricoperta da una fitta peluria bianco-grigiastra, ampiamente ramificata a formare un cespuglio di piccole dimensioni, alto sino 20 cm. I rami, ascendenti e semplici, hanno origine dalle foglie basali, disposte in rosetta. Le foglie basali e quelle dei rami non fioriferi sono picciolate e hanno la lamina suddivisa in segmenti lineari. Le foglie cauline, di dimensioni ridotte, sono invece intere o divise in sottili lacinie. L'infiorescenza è composta da numerosi capolini sessili, ovoidi, formati da fiori tubulosi gialli. La fioritura è concentrata nel periodo estivo: dal mese di luglio al mese di agosto.

NOME LATINO
Artemisia genipi Weber

FAMIGLIA
Asteraceae (Compositae)

NOME PATOIS
Dzeun-epì môcllio (Saint-Nicolas), dzÊn-ipì macllio (Ollomont), genepì mahquio (Ayas), sèneupì matchou (Champorcher), z'd ]chénépì (Issime).

ETIMOLOGIA
Artemisia deriva dall'aggettivo greco artemis, ovvero sano, e dal sostantivo artemia, che significa buona salute. Alcuni autori derivano il nome da Artemide, la dea della caccia, che avrebbe conosciuto le proprietà medicinali della pianta, e l'avrebbe utilizzata per la cura di disturbi all'apparato riproduttivo femminile.

DIFFUSIONE
Il genepì maschio cresce nella fascia alpina e nivale, in particolare su rupi, macereti, in zone rocciose; è diffuso, spontaneo, su tutto il territorio valdostano, da 2400 sino ad oltre 3800 m.

PARTI UTILIZZATE
Scapi fioriferi

ATTIVITA PRINCIPALI
Aperitiva, stomachica, tonica, balsamica, espettorante.

IMPIEGO TERAPEUTICO
Atonia digestiva, convalescenza, febbre con catarro

PREPARAZIONI

  • Infuso
  • Vino
  • Tintura

USI TRADIZIONALI IN VALLE D'AOSTA
Il genepì rientra nella formulazione dell'"aspirine des Montagnards": preparato utilizzato nel passato per combattere il raffreddore e l'influenza. Questo provocava una forte sudorazione. L'infuso era anche utilizzato contro il "mal di montagna". Il liquore, ottenuto per macerazione nella grappa, era, ed è tutt'oggi, utilizzato come digestivo.

COLTIVAZIONE
Nella coltivazione è utilizzato il genepì femmina (Artemisia umbelliformis), che meglio si presta a tale pratica, con ottimi risultati in termini di produzione. La coltura ha una durata media di 3 anni. La pianta di genepì è rustica e bene si adatta ad ogni tipo di suolo, prediligendo suoli ben drenati, sciolti o di medio impasto, possibilmente calcarei, in posizione soleggiata. L'impianto si esegue nella tarda primavera, all'inizio di giugno, mediante trapianto manuale utilizzando piantine ottenute mediante semina in semenzaio o fitocella. Per il controllo delle infestanti è stato recentemente studiato con successo l'utilizzo di telo pacciamante.

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